La dieta può incidere, non è l’unica leva per abbassare il cortisolo.
Se ben gestita è un potente alleato, da integrare, tuttavia, con abitudini sane, attività fisica regolare e ben misurata, e gestione emotiva corretta.
Il cortisolo è un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali, coinvolto nel ritmo sonno-veglia, nel metabolismo energetico e nella risposta allo stress.
Livelli elevati e cronici di cortisolo possono causare:
-riduzione o aumento di peso,
-riduzione delle masse muscolari o catabolismo di altri tessuti,
-insonnia,
-stanchezza,
-ansia,
-problemi glicemici.
QUALE PUO’ ESSERE DUNQUE IL COLLEGAMENTO TRA DIETA E CORTISOLO?
Prima di tutto, la dieta deve essere normocalorica.
In secondo luogo, non può essere priva o a basso contenuto di carboidrati, soprattutto se ci si allena.
Terzo, i pasti non devono essere troppo distanziati tra loro.
Poi, esistono nutrienti benefici, come:
-Magnesio
-Vitamina C
-Omega-3 (EPA e DHA)
-Triptofano e serotonina
-Proteine in ogni pasto.
Altri, possono aiutare indirettamente:
-vitamina D
-vitamine del gruppo B
Il cortisolo è un ormone steroideo prodotto dalla corteccia surrenale in risposta alla stimolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA).
Si attiva in risposta allo stress fisico e psicologico, ma svolge anche importanti funzioni fisiologiche quotidiane:
Regola il ritmo circadiano e il ciclo sonno-veglia,
-Favorisce la disponibilità energetica tramite glicogenolisi, lipolisi e gluconeogenesi,
-Modula il sistema immunitario,
-Agisce su memoria e umore.
In condizioni di stress acuto, è utile e adattativo. Ne sono esempi tipici il digiuno e l’attività fisica prolungata, nei quali il cortisolo agisce in prima linea per demolire il tessuto adiposo e il glicogeno epatico – responsabile della stabilizzazione glicemica.
Tuttavia, se la sua attivazione diventa cronica, può diventare dannoso per il corpo e la mente.
Ridurre gli alimenti che aumentano il cortisolo
-Caffeina: il caffè può aumentare il cortisolo e disturbare il ritmo circadiano. Limitare a massimo 400 mg al giorno e evitarlo dal pomeriggio tardo in poi – più che altro per favorire il sonno.
-Eccesso di zuccheri semplici e carboidrati raffinati: nei soggetti predisposti, provocano sbalzi glicemici che possono attivare l’asse HPA (ipoglicemia riflessa). Preferire carboidrati integrali e a basso indice glicemico, evitando lo zucchero aggiunto e i cibi dolci “puri” – miele, marmellata, sciroppi, bevande gassate, succhi di frutta dolcificati ecc.
Inserire alimenti o integratori che abbassano il cortisolo
Una dieta concepita per tenere bassi i livelli di cortisolo è essenzialmente “normocalorica”. Qualsiasi strategia di deficit calorico tende ad aumentare i livelli globali di cortisolo.
Inoltre, con questo obbiettivo, il timing assume un ruolo fondamentale. Mangiare spesso aiuta ad evitare l’ipoglicemia e l’aumento del cortisolo.
In ultimo, ma non meno importante, l’apporto di carboidrati nella dieta. Soprattutto se si pratica esercizio fisico, i glucidi nutrizionali sono cruciali per
limitare i livelli cronici di cortisolo.
Altri metodi utili per abbassare il cortisolo sono legati al consumo di determinate tipologie di alimenti.
Si consigliano cibi ricchi di:
-Magnesio: semi di zucca, mandorle, spinaci, cereali integrali
-Vitamina C: agrumi, kiwi, fragole, peperoni, broccoli
-Omega-3: pesce azzurro (salmone, sardine), semi di lino, noci
-Triptofano e serotonina: banana, avena, semi di chia, uova, spinaci
-Proteine in ogni pasto: legumi, yogurt, pesce, carne magra, uova
-Vitamina D: pesci grassi, uova, latticini fortificati.
