-Chi è il preparatore atletico?

Il preparatore atletico è un professionista specializzato nell’ incremento delle capacità condizionali degli atleti.

Un buon preparatore deve essere a conoscenza di tutte le reazioni biochimiche e biologiche che regolano le attività del corpo umano così da somministrare allenamenti in base agli obiettivi che in precedenza ci si è prefissati con l’atleta.

È facile intuire come un allenamento che mira all’incremento della forza massima deve seguire delle linee guida differenti rispetto a se l’obiettivo fosse quello di migliorare i parametri di resistenza. Altro aspetto assolutamente da non trascurare è la conoscenza dell’anatomia umana e della biomeccanica così da comprendere se la proposta di esercizio è eseguita correttamente in modo da preservare le articolazioni e sfruttare al massimo le potenzialità del soggetto.

-Come può il preparatore atletico capire il livello del soggetto che andrà ad allenare?

Prima che il preparatore stili una programmazione ha bisogno di conoscere a 360° l’atleta così da capire sia i punti forti da preservare che quelli più carenti da migliorare. Per effettuare una corretta valutazione egli può servirsi di diversi strumenti. Lo strumento di valutazione più semplice da utilizzare e di reperibilità immediata è l’osservazione.

Un buon preparatore, semplicemente osservando l’atleta svolgere le sue attività, può individuare approssimativamente il livello generale di performance e eventuali disfunzioni funzionali.

Esistono poi numerosi test motori sportivi specifici per le diverse discipline ma anche test di tipo psicologico entrambi utili alla valutazione. È importante che questi test rispettino i parametri fondamentali di validità, attendibilità e oggettività.

Validità: grado di precisione con il quale si rileva la misura desiderata (es. se cerco i grammi non utilizzo uno strumento che mi misura i litri);

Attendibilità: grado di precisione con il quale si rileva il parametro scelto;

Oggettività: il risultato del test non può essere influenzato da nessun fattore esterno.

Per la valutazione costante, un parametro su cui spesso si fa riferimento per capire se la proposta di allenamento che si sta somministrando sia corretta, tenendo conto sempre dell’obiettivo prefissatosi in precedenza, è la frequenza cardiaca. Gli strumenti più utilizzati e più precisi per questa tipologia di misurazione sono le fasce toraciche che vanno applicate immediatamente sotto il petto. Esse risultano essere nella rilevazione, non solo più accurate dei comuni dispositivi da polso, ma anche meno invasive durante l’attività fisica. È intuibile che la frequenza deve essere più alta se il preparatore mira a somministrare un allenamento ad alta intensità, bassa se l’attività deve essere moderata. Nel caso in cui così non fosse, le motivazioni possono essere diverse:

  • L’atleta non sta dando il massimo nell’allenamento se la frequenza rilevata è troppo bassa per l’attiva proposta;
  • L’atleta è più allenato di quanto il preparatore pensasse nel caso in cui venisse rilevata una frequenza moderata per una proposta che si presentava essere di alta intensità;
  • L’atleta è meno allenato di quanto il preparatore pensasse nel caso in cui la frequenza rilevata risultasse essere troppo alta per la proposta moderata somministrata.

Altri strumenti facilmente reperibili e utili per diverse valutazioni sono cronometri, estensimetri e velocimetri da abbinare sempre a riprese video che attestino la corretta esecuzione dal punto di vista biomeccanico.

La valutazione per il preparatore è indispensabile sia per capire come iniziare il lavoro sia per regolare le attività in corso d’opera, nonostante le diverse metodologie possono presentare diversi limiti. Oltre a quello che può essere di carattere economico, perché alcuni strumenti hanno dei costi davvero elevati, spesso, per valutare le diverse capacità condizionali, si richiede agli atleti di eseguire test mai riprodotti prima. I soggetti che si sottopongono al test, dunque, non avendo confidenza con l’esercizio proposto, non riusciranno ad esprimersi al meglio e ciò farà emergere risultati “poco veritieri” .

Per concludere, è importante che il preparatore monitori le performance dei propri atleti senza però dedicare troppo spazio ai test di valutazione a discapito dell’allenamento vero e proprio.

Guglielmo Ippoliti