L’importanza della relazione

Istruttore -cliente

È arrivato Settembre, il mese dei buoni propositi; è necessario rimettersi informa, iniziamo a scegliere la palestra dove andare a cercare dei corsi che possano interessarci a vedere gli istruttori che ci lavorano;

COSA SCATTA NEL CLIENTE:

Stiamo per entrare  in palestra per prendere informazioni , sicuramente a livello emotivo varcare la soglia di un ambiente nuovo, poco conosciuto, non familiare non aiuta, anzi è un grande ostacolo per tutti noi da superare; ci sentiamo osservati, giudicati, criticati per la nostra forma; in realtà nessuno ci guarda e nessuno ci giudica, anzi veniamo accolti e accuditi con empatia e con il sorriso da tutto il personale, che ci aiuta e ci motiva a scegliere il corso più giusto per noi.

Alla base di tutto questo, deve esserci una motivazione da parte del personale “PER MOTIVARE E’ NECESSARIO ESSERE MOTIVATI:  la motivazione viene  comunicata attraverso  delle caratteristiche : la positività, l’entusiasmo, la puntualità, il raggiungimento di un obiettivo comune fissato nella nostra mente. Solo se abbiamo queste caratteristiche possiamo portare il cliente ad essere accolto, accudito e a trasmettergli la nostra motivazione.

La motivazione deve:

  • Richiedere un obiettivo e raggiungerlo
  • Deve essere continua nel tempo
  • Deve portare il cliente a sentirsi apprezzato
  • Deve portare al raggiungimento di piccoli progressi nel tempo

Tutto cio’ puo’ essere raggiunto dall’aiuto di una persona che ha queste caratteristiche il “MENTAL COACH” non è altro che un allenatore che ci aiuta a trovare delle risorse che sono per noi interne, ancora tutte da scoprire, ma che con il suo aiuto ci porta al raggiungimento di un obiettivo per noi tanto desiderato. Lo stesso istruttore che a queste caratteristiche può definirsi un “COACH” , ma è fondamentale non solo il raggiungimento dell’obiettivo ma anche il modo in cui lo stesso, si relazione con noi; quindi sicuramente il primo passo è “IL PRENDERSI CURA DELLA PERSONA” sin dalla sua entrata, seguirlo nel suo percorso, e portarlo nel tempo al raggiungimento dell’obbiettivo che ci si è posti, utilizzando però, una comunicazione EMPATICA e ASSERTIVA. Se ci poniamo in modo troppo direttivo, rischiamo che il cliente si allontani perché si sente minacciato dalla nostra presenza.

UNO PUO’ SCEGLIERE DI TORNARE INDIETRO VERSO LA SICUREZZA O ANDARE AVANTI VERSO LA CRESCITA; LA CRESCITA DEVE ESSERESCELTA IN CONTINUAZIONE, LA PAURA DEVE ESSERE VINTA IN CONTINUAZIONE”

(Abraham Maslow) Psicologo

Dottoressa Francesca Fabrizi Psicologa Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale